Il Beato Paolo VI e i salesiani

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COMUNICATO STAMPA n. 101/2014

 

Il Beato Paolo VI e i Salesiani di Sesto San Giovanni.

 

Questa mattina in piazza San Pietro Papa Francesco ha presieduto la Santa Messa per la conclusione del Sinodo straordinario sulla famiglia e Beatificazione del Servo di Dio il Sommo Pontefice Paolo VI.

L’allora Mons. Montini arcivescovo di Milano ha visitato in diverse occasioni l’opera salesiana di Sesto San Giovanni. In particolare vogliamo ricordare la visita dell’arcivescovo Montini il 29 marzo 1958 quando assieme al Rettor Maggiore dei Salesiani Don Renato Ziggiotti, all’onorevole Oscar Luigi Scalfaro inaugurarono ufficialmente il Centro di Istruzione Tecnica e Addestramento Professionale.

Stralciamo qualche pensiero del suo discorso che abbiamo ritrovato nella cronaca della casa:

«E guardando specialmente a voi giovani che né abbiamo provato il sentimento vivo e sincero di riconoscenza per quelli che ci hanno preceduto e hanno lavorato per voi, perché vediamo nella loro opera una sorgente di bontà nel vostro cuore. E poi ci siamo estasiati ad ammirare questa bellissima opera, questo monumento della vostra città, questo strumento per un mondo da rifare. Guardando questa scuola, le aule, le officine, abbiamo spinto il nostro sguardo nel futuro, nella contemplazione di una società sviluppata sopra queste fondamenta. Il nostro paese mette le radici e si fonda sul lavoro, e al lavoro si dà il più ampio impulso in omaggio al primo solenne articolo della Costituzione del Popolo Italiano. Ma i problemi del lavoro pongono oggi quelli della scuola, perché bisogna insegnare al popolo il lavoro, bisogna saper dare una specializzazione all’attività, vi è bisogno di periti e di maestri d’arte e di giovani che conoscano bene il loro mestiere. E’ questa una precisa indicazione del nostro tempo per l’immenso impiego di macchine nel lavoro. Orbene questa scuola risponde a pieno a tutte queste esigenze. D’altra parte essa non rappresenta una novità perché qui si compie una tradizione che è ormai secolare nella Chiesa Cattolica e che ha proprio in Don Bosco il suo antesignano. Questa scuola non entra nella storia della Famiglia Salesiana come una cosa insolita ma non è che lo sviluppo normale e logico di un indirizzo che risale ai primissimi tempi di vita della Congregazione fondata da Don Bosco. La scuola professionale in Italia porta una originale impronta salesiana e noi, vedendo questa bella realizzazione, attuata con tanto sacrificio, plaudiamo Don Bosco mirabile percorritore dei bisogni del nostro tempo. E concludendo: voi non potete dire: “Nessuno mi ha amato”. Avete la vostra famiglia, la vostra parrocchia che vi accoglie, avete in questa scuola la vostra testimonianza che la Chiesa, che la società tutta, che la Patria vi vuol bene: avete questi figli di Don Bosco che con fedeltà continuano lo sforzo educativo del Santo della gioventù e si curano di voi e stanno al vostro fianco. Tra di voi Cristo non è morto e nella vostra città, qui, fiorisce la carità di Cristo. Questa testimonianza dovete portarla nel cuore! Dovete portare nella vita ciò che qui imparate! Qui dovete imparare ad elevare il vostro lavoro a Dio con la forza ardente della preghiera!».

 

Sesto San Giovanni 19/10/2014

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